Lisetta Carmi

LA FIABA DI EDINA E NINON

ARTE

Chi erano Edina Altara e Vittorio Accornero? Dall’illustrazione alla scenografia, dalla grafica pubblicitaria alla moda e al design, il MAN di Nuoro ripercorre e racconta la loro fiabesca parabola artistica

Portateci i bambini, i bambini che siete e siete stati. Con un’avvertenza: quella che da ora in avanti chiameremo mostra, mostra non è. È un libro di fiabe.

Altara e Accornero in Gruppo di famiglia con immagini e Sonia Leimer, Via San Gennaro. Percorriamo questo suggestivo percorso partendo subito dall’ultimo piano del museo. Al direttore Luigi Fassi chiediamo: Come sono nate le due nuove esposizioni del MAN?
Sonia Leimer - Via San Gennaro Particolare della mostra di Sonia Leimer
«Sono due mostre alle quali il museo ha lavorato nel corso degli ultimi due anni. La prima è una mostra che, insieme alle precedenti, Il Regno Segreto e Anna Marongiu, vuole continuare a raccontare il ‘900 artistico nelle sue radici sarde. Una mostra che ha l’ambizione di completare la lettura di alcuni capitoli e pagine del ‘900 sardo mostrando quanta ricerca vi sia ancora da fare per enucleare, per sviscerare, una serie di elementi tematici che vanno ben al di là dei confini dell’isola».

All’ultimo piano del MAN Sonia Leimer racconta una storia di mutazioni e migrazioni

«Quella di Sonia Leimer nasce da una relazione del museo col Ministero della Cultura iniziata nel 2018, quando il MAN ha vinto un bando dell’Italian Council. Un progetto che nella sua architettura prevede di costruire delle relazioni fra i musei italiani e le istituzioni internazionali. Nella fattispecie il MAN ha collaborato con la ISCP. Il risultato è frutto di una residenza di quasi un anno a New York e in particolar modo studiando il quartiere di Little Italy. Un quartiere che nella seconda metà dell’800 era stato “pionierizzato” dalla migrazione irlandese e tedesca. Poi, sul finire dell’800 e per tutti gli anni Venti, cresce tumultuosamente il mondo della migrazione italiana, che è un mondo di migrazione mediterranea. Questo naturalmente era per noi il tema portante, quello cioè di continuare a lavorare con artisti che raccontino pezzetti di storia del Mediterraneo».

Tra le sculture ci sono gli ingressi di alcune attività commerciali, coi loro tendaggi colorati con sopra il nome del negozio, l’indirizzo, la tipologia del prodotto offerto “si ibridano in due alfabeti, quello latino e quello cinese” leggiamo sul catalogo della mostra.
Sonia Leimer - Via San Gennaro Un momento della visita guidata, durante la conferenza stampa, alla mostra di Sonia Leimer
«Sonia Leimer - sottolinea Fassi - è molto sensibile al tema delle trasformazioni urbane, di come le città raccontano sé stesse. Ecco che oggi Little Italy con la sua cultura italiana si ritrova a cedere in qualche modo il testimone a quella cinese».

Ci sono anche otto cilindri di carta, rotoli che la Laimer ha ricoperto di serigrafie. L’artista “colpita dal fatto che le tipografie si appropriassero dello spazio pubblico” ha voluto restituire negli spazi espositivi del MAN proprio questa suggestione. E c’è un cortometraggio girato tra le strade di Little Italy, con un baffuto burattino: Direttore, di che si tratta?

«Una figura chiave nella ricerca dell’artista è stata quella di Tony de Nonno, un regista e burattinaio di origini italiane ma che ha trascorso quasi tutta la sua vita a Little Italy, è considerato una delle ultime memorie della cultura italiana a New York. Grande appassionato di marionette nel 1979 De Nonno girò un documentario dedicato alla famiglia Manteo, molto conosciuta a Little Italy per i suoi spettacoli attraverso un teatro portatile. Per ringraziarlo i coniugi Ida e Mike Manteo decisero di regalare a De Nonno il loro pupo più prezioso: l’Orlando Furioso».

Il film presente al MAN ci mostra proprio questo prestigioso pupo siciliano andare in giro solitario e laconico per le strade di Little Italy.

Luca Scarlini, ha curato invece la mostra che parte dal piano terra: Vittorio Accornero – Edina Altara, Gruppo di famiglia con immagini. Caro Luca, si rimane rapiti dalla tridimensionalità di queste munifiche scenografie, da un pavimento rallegrato dai colori dei disegni di moda e dal formicolante percorso dei foulard. Raccontaci qualcosa di più.
Edina Altara, Vittorio Accornero al Museo MANo I foulard volanti nella SALA DELLA MODA «Per la prima volta il MAN diventa una scenografia. Tutto quello che vedete al piano terra è stato creato da un gruppo di scenografi che lavorano col Teatro di Sardegna: Loic Hamelin, Sergio Mancosu e Sabrina Cuccu. L’abbiamo chiamata “La sala della moda”. Nell’idea di come realizzare questi spazi e nel dare una sorta di prosieguo da queste stanze verso le altre, hanno elaborato e proposto l’idea dei foulard di Vittorio Accornero per Gucci in una sorta di soffio di vento che li porti via. Mentre nel pavimento sono stati incastonati 103 disegni di moda di Edina Altara. Alle pareti quella che può sembrare una tappezzeria è in realtà una tassellatura che sparisce per diventare foglie e uccelli. Alcune si staccano e vanno a incastrarsi nel libro di fiabe che troverete nel vano delle scale. Un libro pop-up fatto in legno composto da svariate immagini tratte dai vari libri di Accornero e Altara e montate per ricreare un’ambientazione fiabesca». Edina Altara, Vittorio Accornero al Museo MAN

Ci sono anche degli armadi che lasciano intravedere il loro contenuto.
«Altara e Accornero sono artisti che hanno lavorato in campi diversissimi con tecniche diversissime. Tutto quello che Edina Altara prendeva diventava un’altra cosa. Sono armadi realizzati da lei, negli anni ultimi della sua vita, quando è rientrata in Sardegna. Al loro interno si intravedono foto di famiglia. Una delle particolarità di Edina era quella di prendere oggetti antichi e cambiarli completamente di segno e di senso».

Una mostra che mette l’accento non solo sulla loro ricchissima produzione artistica, ma anche sulla vicenda di coppia. È così?
«Il lavoro di Accornero e Altara fa parte di una ricchissima vicenda del Novecento, poco studiata da noi, ma ormai argomento di studio abbastanza comune in Francia e in Inghilterra che tratta dell’arte di coppia. C’è stata una mostra fondamentale nel 2018 al Barbican di Londra, che si chiamava Modern Couples in cui si parlava di molte coppie di artisti del ‘900 che naturalmente vivono insieme, fanno le opere insieme, si sposano insieme e poi si autodistruggono insieme. Nel caso di Accornero e Altara c’è prima un’unione - un lavoro insieme tutti i giorni - e poi una separazione, con uno stare continuamente insieme tutta la vita nell’opera».
Edina Altara, Vittorio Accornero al Museo MAN I magnifici specchi di Edina Altara Una mostra ricca. Ricca anche di oggetti ritrovati serendipicamente; ci sono le opere su specchio e di ceramica, le statue di fiammiferi di Edina Altara. E ancora, i pochoir, le scenografie per la Scala di Milano, le acqueforti di Accornero (alcune delle sue opere sono firmate Ninon, uno degli pseudonimi dell'artista), i disegni primi che realizzarono nella loro infanzia. La passione di Accornero per il gotico si manifesta soprattutto nei libri per i bambini coi loro bellissimi personaggi: cani, gatti e rospi. Il libro dei giocattoli di Altara che è, come spiega Scarlini: «un libro fatto per essere distrutto». Tutta la mostra è accompagnata da una playlist d’antan (anche questa scelta accuratamente da Scarlini) che accompagna lo spettatore attraverso le sale e piani del museo.
Edina Altara, Vittorio Accornero al Museo MAN Su uno degli schermi vengono proiettate immagini di altre opere di Altara e Accornero Prima di andare via dal MAN, non possiamo fare a meno di acquistare i due cataloghi che accompagnano le mostre. In particolare quella della coppia Accornero-Altara, «Un catalogo ricco di una collezione di testi completamente inediti», sottolinea Scarlini. Tra gli di autori di questi testi e di questo bellissimo catalogo dai colori pastello - tanto da farlo assomigliare a un libro di fiabe per bambini - ci piace citare, oltre a Luigi Fassi e Luca Scarlini, Silvia Mira, Pompeo Vagliani, Giorgia Toso, Aurora Fiorentini, Lauretta Colonnelli e Federico Spano che di Edina Altara è pronipote, curatore dell’archivio di famiglia, e onnivoro collezionista della prozia sempre alla ricerca di nuove acquisizioni.

Usciamo dal museo portandoci via un po’ di questa bellezza. La bellezza in pericolo che ogni fiaba racconta.

IN MOSTRA

Dal 10/07/2021 al 23/01/2022

DOVE

MUSEO MAN - Via Sebastiano Satta 27, Nuoro

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