UNA SETTIMANA PER CAMBIARE IL MONDO

A San Sperate, un esercito di ragazzi e ragazze armati di pennelli e colori. E poi, quell’ultimo incontro sinestetico, con Pinuccio Sciola, alla ricerca di nuove forme di dialogo tra uomo e natura, arte e paesaggio.
Isola delle Storie UNA SETTIMANA PER CAMBIARE IL MONDO
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A San Sperate, un esercito di ragazzi e ragazze armati di pennelli e colori. E poi, quell’ultimo incontro sinestetico, con Pinuccio Sciola, alla ricerca di nuove forme di dialogo tra uomo e natura, arte e paesaggio. Capita per caso. In una vita, la mia, organizzata molto spesso intorno alle coincidenze. Capita per caso, che stai passando nella via principale di San Sperate e vedi una torma di ragazzi e ragazze, febbricitanti e garruli, che armati di pennelli e colori dipingono un muro.

Così scendo dalla macchina per prenderne un’altra: quella fotografica. Mi avvicino a loro. Sono giovani, belli, come solo si può essere belli in quella stagione della vita, in quel tempo di mezzo, che è una sospensione tra il bambino che siamo stati e l’adulto che diventeremo. i ragazzi del nuovo liceo artistico di Milano a San Sperate

Sono i ragazzi del Nuovo Liceo Artistico di via Venini a Milano. I fondatori sono un manipolo di insegnanti illuminati e antroposofi, provenienti da un’esperienza decennale maturata all’interno dell’Istituto d’Arte Rudolf Steiner di Milano. Ragazzi e docenti tutti intorno a un grosso totem: «Quest’anno hanno scelto una cabina elettrica di ENEL», ci racconta Daniele Spiga dell’associazione No Arte Paese Museo. «Lasciandosi ispirare dal lavoro di Sciola, in particolare la vibrazione, per questa edizione 2016, i ragazzi hanno scelto il tema dell’Energia».

i ragazzi del nuovo liceo artistico di Milano a San Sperate «Tutto ha avuto inizio tanti anni fa, nel 2001», prosegue Daniele. «Negli anni le opere realizzate sono cresciute, non solo in termini di dimensioni, ma anche di qualità. Dalle iniziali opere figurative siamo passati, nell’ultimo periodo, all’uso della luce e del colore. Alla base del loro lavoro c’è qualcosa di estremamente interessante che è la condivisione progettuale. Nei primi due giorni dal loro arrivo, i ragazzi incontrano Pinuccio Sciola. Poi vanno in giro per San Sperate per prendere visione delle opere già presenti ed entrare nello spirito del paese museo». I ragazzi individuano una parete, una struttura architettonica da trasfigurare.

I loro nomi? Bomba, Zack, Pasqua, Ale, Luca, Chandra, Elly, Ele, Cla, Ema, Tania, Diego, Mike, Rich, Anna, Olga, Marvin. A coordinare il progetto, ma mai la loro fantasia, ci sono Andrea Silvestri, Carmelo Violi, e Lorenzo Manenti, così ben amalgamati e in sintonia coi ragazzi che ci crea un certo comprensibile imbarazzo definire solamente “insegnanti”. Sono gli angeli custodi di quel regno che non conosce regole e confini che è la creatività.

Si dipinge dunque una cabina elettrica. Un ponteggio ne delimita i perimetri, consentendo di lavorare a tutta altezza. Ciotole, barattoli e pennelli: è un pot-pourri di colori, dialoghi e gesti. Un’occasione per confrontarsi, non solo con l’arte, fuori dalle mura scolastiche. «Questa esperienza mi ha portato a legare molto di più con alcune persone che prima non vedevo allo stesso modo», ci dice Ele (Elena), lunghi capelli lisci e le mani sporche di colore. «Pur stando all’interno di alcune regole abbiamo imparato a diventare più autonomi e a scoprire cose che prima non pensavo potessero esistere».

Un’occasione non solo di confronto tra loro, ma anche l’ultima per conoscere più da vicino il maestro Sciola ancora in vita.

Richard ha vissuto la stessa esperienza nel 2015 e dell’incontro con il grande scultore di San Sperate, davanti al fuoco nel Giardino Megalitico, ci dice: «Il momento del falò è un momento molto forte. Si sente una specie di contatto con quel tempo in cui tutto ebbe inizio. È come un richiamo antico che ci riporta alle origini».

i ragazzi del nuovo liceo artistico di Milano a San Sperate Una settimana di lavoro, di emozioni e di crescita individuale. Una settimana per cambiare il mondo. Un mondo che non è geografia. Un mondo che non ha confini e barriere perché è il mondo dell’anima.

Prima di partire il loro grazie e il loro addio a Pinuccio Sciola, che non rivedranno mai più, si trasforma in scrittura ed emozione in questi pensieri.


Incontro con IL MAESTRO PINUCCIO SCIOLA
di Marvin Nwachukwu del Nuovo Liceo Artistico di Milano

Ascoltando il maestro Pinuccio Sciola ho da subito percepito la sacralità e la consapevolezza del suo lavoro. Lo abbiamo osservato a mani giunte, intento a “toccare” alcuni dei suoi lavori posti davanti a lui. Ero curioso riguardo all’intuizione della natura animata di questo materiale: Sciola ci racconta che la pietra sarda (basalto o calcare) è vicina a lui fin dalla tenera età e che con il tempo ha imparato a conoscerla. Mi hanno colpito la delicatezza e la precisione con le quali tocca le sue opere. I suoni delle sue pietre e le parole di devozione dedicate a queste, hanno lasciato senza parole tutti i presenti. A fine della discussione e del vibrare della pietra, dopo il suono, un silenzio singolare si è levato nella stanza. Nessuno di noi lo voleva rompere. Nella sua totalità ci ha dato modo di riflettere e di percepire quel senso di appartenenza all’universo che ci accomuna. Proprio come le pietre di Pinuccio Sciola a cui viene restituita la vita e la memoria di un tempo che non ha un inizio e neppure una fine, per mezzo del suo operato. i ragazzi del nuovo liceo artistico di Milano a San Sperate
IL GIARDINO DELLE PIETRE. Tra arte e natura.
di Elena Tondini del Nuovo Liceo Artistico di Milano

Non avevamo un’aspettativa conscia su cosa ci avrebbe atteso. A dire il vero penso che nessuno di noi avrebbe mai immaginato che qualcosa di così apparentemente inanimato potesse trasmettere emozioni fino ad arrivare al punto di far commuovere le persone. Emozioni basate sull’ascolto di suoni diversi prodotti in base al materiale utilizzato. Vi è una sensibilità con quest’ultimo, si va ad istaurare un rapporto profondo che penso nessuno possa capire finché non lo si vive; finché non si arriva al punto di avere la necessità di passare del tempo con le pietre. Sciola ha fatto provare questa sensazione sublime anche a qualcuno mai incontrato fino a prima. Un bisogno che mai svanirà e mai verrà negato. Un piccolo pezzo di mondo che è stato prova di interesse ed amore. Quante volte vediamo le cose apparentemente così in modo superficiale e poi si rivelano le più complesse? Ecco, queste pietre sono qualcosa di ciò: apparentemente dure, vuote e immaneggiabili all’uomo. Ognuno di noi sentiva in modo differente. Penso sia questo che abbia voluto farci provare e capire. i ragazzi del nuovo liceo artistico di Milano a San Sperate
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