GIAMPAOLO BISANTI - Il vero lusso è il tempo

È considerato uno dei migliori direttori d’orchestra della sua generazione. Corteggiato dai più importanti teatri d’Europa, Giampaolo Bisanti ritorna in Sardegna per dirigere l’opera più tenebrosa e forse più travolgente di Verdi: Il Trovatore.
Giampaolo Bisanti al Teatro Lirico di Cagliari GIAMPAOLO BISANTI
Il vero lusso è il tempo
TEATRO
È considerato uno dei migliori direttori d’orchestra della sua generazione. Corteggiato dai più importanti teatri d’Europa, Giampaolo Bisanti ritorna in Sardegna per dirigere l’opera più tenebrosa e forse più travolgente di Verdi: Il Trovatore.
Erano alcuni mesi che non ci vedevamo. L’ultima volta era stata in occasione del doppio concerto Beethoven, Dvořák. E poi di nuovo in volo, di nuovo in viaggio, altre opere, altri concerti, altri spartiti, sino alla bellissima notizia che neanche lui si aspettava: Giampaolo diventa Direttore Stabile della Fondazione Petruzzelli di Bari. Un incarico prestigioso che lo vedrà impegnato per i prossimi tre anni.

«Ho un’agenda fitta di impegni sino al 2018. Ma questo non mi spaventa. Anzi, sono carico di entusiasmo e di idee». Davanti a me, in ottima forma, stretto in una giacca abbottonata e aderente con il colletto alla coreana: «Sto seguendo un regime alimentare dove sto limitando alcune cose senza privarmi di nulla».

Già, perché anche il non privarsi di nulla può diventare una sfida per chi, come lui, ha scelto un mestiere che lo priva di quello che è il vero lusso: trovare il tempo per se stesso. Richieste e contratti che gli piovono dai teatri più importanti d’Europa. Impegni, però, che non gli impediscono di ritornare in una terra che lui considera, negli affetti e non solo, come una grande famiglia e una seconda casa: la Sardegna.

Raccontaci di questo tuo attesissimo ritorno, partendo proprio dal concerto dedicato alle popolazioni colpite dal terremoto.

«Il concerto è stato un fuori programma, che ci è stato proposto qualche settimana fa. È stato organizzato dall’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in collaborazione con la sovraintendenza del Teatro Lirico di Cagliari. Daremo il nostro contributo a titolo gratuito. Io, come Direttore, insieme agli altri quattro solisti che interverranno durante la serata. Apriremo con l’overture del Barbiere di Siviglia, per sola Orchestra. Dopo questo si avvicenderanno sul palco alcuni solisti che ritroveremo tra qualche settimana, sempre qui a Cagliari, ne Il Trovatore: Cristina Melis, mezzosoprano che, nella parte di Azucena, in questa occasione canterà l’aria del mezzosoprano Condotta ell'era in ceppi. Rachele Santisci, una delle due Leonora che canterà Si, mi chiamano Mimì della Bohème. Daniela Schillaci che è l’altra Leonora della produzione, che canterà l’aria e cabaletta Tacea la notte placida del primo atto del Trovatore. Massimiliano Pisapia che, sempre nel Trovatore, è uno dei due Manrico, stasera canterà E lucevan le stelle dalla Tosca. Roberto Frontali, baritono, che è uno dei due nostri conte di Luna che canterà dal Macbeth di Verdi, Perfidi!... Pietà, rispetto, amore. Alla fine chiuderemo con la sinfonia del Guglielmo Tell, per sola Orchestra, di Rossini. Il finale arriverà con l'Inno di Mameli col tricolore che calerà dietro all’orchestra».
Giampaolo Bisanti Che ci dici di questo capolavoro della famosa “trilogia” popolare di Verdi - Il Trovatore - che porterete in scena dal 16 al 30 dicembre al Teatro Lirico di Cagliari?

«Stiamo già iniziando a lavorarci. Nel frattempo, il 5 dicembre, andrò a dirigere una delle mie tante opere al Semperoper di Dresda, che in questo caso è Bohème. Il giorno dopo, sarò di nuovo in Sardegna per Il Trovatore. Ci aspetta una grande produzione. Ho sentito in giro che c’è molta aspettativa intorno a questo Trovatore. Si tratta di un’opera molto difficile, molto bella, ma soprattutto si tratta di un’opera che qua, al Lirico di Cagliari, non si esegue da 14 anni. Come si dice sempre, un po’ come in tutto Verdi, Il Trovatore è un’opera che necessita di grandi voci. Per cui una grande Leonora, una grande Azucena, un grande Manrico, un grande conte di Luna e un grande Ferrando che è il basso dell’opera. Oltre a esserci grandi aspettative c’è anche un grande fermento perché il Lirico di Cagliari, oltre all’Orchestra e al coro e il valore che conosciamo, si è dotato di due grandi Cast di cantanti veramente quotati e internazionali. Il tutto diretto dalla grande regia di Stefano Poda. Una regia in qualche modo introspettiva e molto bella - come tutti gli spettacoli di Stefano Poda - che ha debuttato all’aperto sotto il Partenone ad Atene, riscontrando un grandissimo successo. I tecnici, i macchinisti e tutti coloro che lavorano dietro al palcoscenico stanno lavorando tanto, in questi giorni, per creare questa macchina scenica che è molto imponente. Vi aspettiamo tutti al Teatro Lirico di Cagliari».

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