Poseidonia - La Donna Senza Nome

Un racconto che sta a metà strada tra la performance art e il flash mob. Al Lazzaretto di Sant’Elia per raccontare il dramma, il viaggio e la speranza di chi ha perso tutto. Anche la vita.
poseidonia, aligart, lazzaretto, cagliari POSEIDONIA
LA DONNA SENZA NOME
ALIG'ART - È LA FINE DEL MONDO
Un racconto che sta a metà strada tra la performance art e il flash mob. Al Lazzaretto di Sant’Elia per raccontare il dramma, il viaggio e la speranza di chi ha perso tutto. Anche la vita. Cagliari avamposto d’Europa. Sardegna terra di approdo e di confine, porta dell’El Dorado. Mare, mare, mare e finalmente terra. O quasi. Per i più fortunati, quando non ci finiscono dentro. In quel mare. Mangime per pesci. Dimenticati da tutti, anche dalla Storia.

Orlando è un uomo robusto. Un uomo col nome giusto e la faccia masticata dal sole, dal sale, dal vento. Ogni mattina, quando il buio ingoia tutto, Orlando va per mare. Lo fa con la sua barca. Con quella barca. Orlando è un pescatore. Uomo di grandi silenzi e lunghe attese, Orlando parte dal piccolo porticciolo di Sant’Elia. Lo fa tutti i giorni. Tutte le notti.

Una notte come tante altre, in mare aperto: nasse, reti, incerato giallo, sigaretta. Qualcosa attira la sua attenzione. Qualcosa che galleggia: una donna. Orlando si avvicina con la barca. Issa a bordo quel corpo, come una bambola di pezza, la adagia sul fondo della sua barca.
È una ragazza. È incinta e ancora respira. Apre gli occhi, la donna biascica qualcosa, forse il suo nome o forse no. Lo fa in una lingua strana, incomprensibile. Per un attimo lo sguardo di lei incrocia quello di lui. Poi più nulla. Occhi chiusi e respiro leggero, sino al rientro alla darsena.

Pescatori e ancora altri pescatori: le barche lentamente si svuotano. Il pesce viene caricato per il mercato.

La donna ha un sussulto. Sbarra gli occhi. Sbatte i palmi con forza verso il basso. Fa leva sulle braccia, si mette in piedi. Cammina con il passo pesante e trascinato. Ormai è fuori da quella barca. C’è chi la guarda ma lei non si cura di niente e di nessuno. Capelli mesmerici e in faccia il ghigno triste di chi sta per scoppiare in un pianto liberatorio. Un pianto soffocato, senza voce. Si guarda intorno, verso il basso. Cerca qualcosa. Trova qualcosa: piante marine in marcescenza, brandelli di rete, lische di pesce putrefatte dal tempo. Oggetti che si fanno monili, qualcosa da indossare. E poi, una tazzina di polistirolo. Tracce di caffè in un fondale di zucchero liquefatto. Ci caccia le dita dentro, se ne nutre avidamente. Solleva la testa, volge il suo sguardo all’orizzonte, lì dove il mare confina col cielo.

Due piccoli pezzi di legno: li raccoglie, li agita tra loro. Li batte. Batte, batte, batte... E ancora sguardo che si fa gesto, oltre quel mare che diventa il requie di corpi martoriati. Tracolla, si avvita su se stessa, rovina a terra priva di sensi. Orlando la raggiunge. La carica di peso nel bagagliaio della sua auto.

poseidonia, aligart, lazzaretto, cagliari Cagliari, mercato di Sant’Elia. Ore 9 del mattino. Orlando ha piazzato un lungo tavolo di legno dove venderà il suo pescato. Prima la donna, poi i pesci intorno a lei. Manca solo una cosa. Il prezzo. Perché tutto ha un prezzo, anche la donna senza nome: 35 euro!

“Chi è questa?” si chiede una signora. “Ma è incinta! Chiamate l’ambulanza”. “Ma è ancora viva!”. I commenti si stemperano e si avvampano. Il senso di smarrimento lo leggi nel volto di quelle persone.

Un urlo fortissimo… Tutto deve ancora succedere.

Progetto Poseidonia
ALIG’ART - È LA FINE DEL MONDO
Cagliari - Lazzaretto di Sant’Elia - 12-27 Novembre 2016


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