Glam Mountain
La moda sarda tra tradizione e contaminazione.

É passato poco più di un mese da quando abbiamo lasciato le passerelle meneghine, nel momento in cui giunge gradita la telefonata di Paolo che ci propone di presentare il mood 2007 "Back to the 80's" alle pendici del Monte Gonare.
Un nuova occasione per presentare al pubblico sardo gli applauditissimi capi che nella settimana della moda lombarda hanno fatto rivivere il periodo dorato degli anni ottanta.
Perchè allora non riproporre un piccolo e ghiotto assaggio della collezione Rock (Cool!) che proprio all'Old Fashion di Milano aveva fatto parlare di se al suono lisergico di potenti e graffianti Fender Stratocaster. Giubbino di pelle in mini nera: aplomb imperturbabile.
Donna ribelle.
Su una mano la sigaretta che brucia le sue ultime ceneri, nell'altra una bomboletta spray pronta a lasciare il suo indelebile tratto:
ROCK IS DEAD.
Sono le potenti sonorità di Stiff Upper Lip di Brian Johnson e compagni a ritmare l'incedere fiero di questa Donna metropolitana insaporita di trucco e di grunge.

Tre collezioni distinte, che partono dalle contaminazioni del rock su abiti dell'800, passando per gli '80 ad arrivare agli abiti da sera. Nei laboratori dell'Istituto MODA&IMMAGINE un gineceo di giovani stiliste e future fashionmonger ha lavorato intensamente negli ultimi anni per portare sulle passerelle combinazioni e alchimie di tessuti e buone idee.

La kermesse condotta da Fabiana Manghini ha visto in passerella anche le migliori creazioni di Roberto Stella, Paolo Modolo, Maria Ausilia Marongiu, Paola Cumpostu, Antonella Sini, Daniele Fiffia e Tony Joshua Sanna.

Ha sempre qualcosa di magico e di impalpabile l'arte en-plain-air rispetto a quella protetta e blindata di un museo.
Così l'arte della moda si fa magia sotto un cielo stellato d'estate dove la fresca brezza della notte si fa profumata di boschi e licheni.
Una location lontana dai magniloquenti luoghi della moda e del glam. Ha qualcosa di arcaico e di sacro.
E il monte col suo Santuario ci osserva silenzioso e severo, quasi a volerci ricordare che noi siamo solo ospiti di passaggio.
Che dopo di noi la foresta fagociterà nel buoio il ricordo di questa serata, lasciando il posto al silenzio millenario e ancestrale delle notti di Barbagia.

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